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Il Rosmarino: le proprietà che non conosci

Il rosmarino, spezia che utilizziamo spesso sulle nostre pietanze, affonda le radici in una leggenda raccontata da Ovidio nelle “Metamorfosi”.

Il rosmarino tra storia e leggenda

La storia ha inizio quando Venere viene scoperta da Apollo con il suo amante Marte. Bramosa di vendetta, decide di punire il dio del sole facendo in modo che si innamori di una mortale: la principessa di Persia Leucotoe.
Preso dalla passione, Apollo riesce a entrare nella stanza della ragazza seducendola. Questo gesto costerà caro ai due amanti: la ninfa Clizia, innamorata di Apollo, ma non corrisposta, sceglie di rompere l’armonia, rivelando il fatto al padre di Leucotoe. Questi, adirato per l’onta subita, ma consapevole di non poter punire il dio Apollo, condanna a morte la figlia. Apollo, inerme di fronte alla morte della giovane, fa l’unica cosa in suo potere: lascia filtrare un raggio di sole nella sua tomba.
Grazie a quel raggio di sole, il corpo della ragazza si trasforma in una bellissima pianta dall’odore intenso e dai fiori lilla, capace di protendersi verso il cielo, ma ancora radicata alla terra: il Rosmarino.

Greci e Romani consideravano il rosmarino un corroborante della memoria e un emblema di fedeltà; i rametti di questa pianta erano spesso parte dei bouquet delle spose o portato tra i capelli di chi doveva affrontare un esame.

Il Rosmarino (Rosmarinus officinalis), il cui nome significa rosa del mare, cresce spontaneamente, appunto, nelle regioni mediterranee, a volte proprio lungo le coste, e spesso è coltivato negli orti e nei giardini.

Ma quali sono le sue proprietà?

Benchè sia utilizzato soprattutto in ambito culinario, il Rosmarino ha anche importanti funzioni terapeutiche.

È ricco di oli essenziali (pinene, canfene, cineolo..) e contiene anche tannini, resine, flavonoidi, acido rosmarinico e una sostanza amara.
Favorisce la digestione, in quanto stimola le funzioni gastriche e agisce sulla funzionalità del fegato. La sua azione sul fegato è duplice, il rosmarino, infatti, induce la secrezione di bile e favorisce il passaggio della bile nell’intestino; è proprio questo che aiuta i processi digestivi.
I germogli di Rosmarino hanno un’azione epatoprotettiva, vale a dire che proteggono il fegato dai danni causati da agenti esterni. Responsabili di questa azione sono i flavonoidi e l’acido rosmarinico. L’azione dei germogli di rosmarino sul fegato è molto simile a quella svolta dal Cardo mariano.
L’olio essenziale di Rosmarino, inoltre, se diffuso nell’aria, può essere usato per sanificare l’ambiente.

Non dobbiamo dimenticare, poi, che anche l’uso di questa erba in  cucina ha degli effetti benefici: gli antiossidanti presenti nel rosmarino consentono di contrastare i composti dannosi che si possono formare durante la cottura dei cibi. Ecco che, quindi, l’abbinamento del rosmarino alle carni è perfetto!

Quando si raccoglie?

La raccolta avviene in primavera e estate, ma generalmente non viene essiccato, per evitare la perdita di gran parte delle proprietà.

Come preparare un infuso di rosmarino?

Si infonde un cucchiaio di foglie in una tazza bollente per 10 minuti. Successivamente si cola e si può utilizzare due volte al giorno come digestivo.

Attenzione, però! Se usato in eccesso, il rosmarino può essere irritante per stomaco, intestino e reni!

 

Fonti: Presicce S., Piante medicinali spontanee del Salento, LUPO editore, 2013

Firenzuoli F. Fitoterapia-guida all’uso clinico delle piante medicinali, Edra Masson, 2016

Mariangela Stasi

Sono una Biologa Nutrizionista, ma non solo. Sono laureata in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e per diversi anni ho lavorato nella ricerca scientifica, conducendo esperimenti, approfondendo lo studio delle malattie oncologiche e neurodegenerative, contribuendo alla stesura di alcune pubblicazioni scientifiche. Prima di dedicarmi alla professione di nutrizionista, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze Morfologiche Molecolari con uno studio su una malattia neurodegenerativa rara. Un valore aggiunto alla professione di nutrizionista l'ho ottenuto con il Master in Fitoterapia Applicata, che mi consente di associare alla dieta utili consigli. Del mondo della ricerca mi sono rimasti la curiosità e l’approccio “scientifico” al lavoro, la continua ricerca della verità. Non mi piace dire, scrivere o parlare di qualcosa se prima non ho ne verificato la veridicità scientifica. Amo il mio lavoro, amo l’arte, la scienza e tutto quello che ha a che fare con la biologia. Proprio per questo motivo mi piace sempre studiare per conoscere e per aggiornarmi, per essere sempre al passo con le novità che la scienza ci regala.

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