Intorno al cardo ruotano moltissime leggende, che spesso vedono nelle foglie spinose un simbolo di sofferenza. Tra tutte, quella che vi racconto è quella dalla quale prende origine il nome della pianta. In fuga da Erode che voleva uccidere Gesù, la Vergine Maria si fermò in un campo di cardi per allattare. Le gocce di latte cadute dal suo seno macchiarono di bianco le foglie spinose della pianta che, da allora, mostrano delle macchie bianche lungo le nervature. Ecco che quindi il cardo venne definito “mariano”, cioè dedicato alla Madonna.
Il Cardo mariano (Silybum marianum) appartiene alla famiglia delle Asteraceae. Cresce nelle zone del Nord Africa, Asia Minore, Europa meridionale. Qui in Salento è molto presente, in particolare lungo la costa adriatica, nella zona della bellissima Otranto.
Semi, radici e foglie sono ricchi di principi attivi, tra cui troviamo oli essenziali, un principio amaro, lipidi e la silimarina, principale responsabile delle virtù di questa pianta.
Quali sono i suoi benefici?
I principali vantaggi del Cardo mariano sono legati agli effetti che la pianta ha sul fegato. Stimola la secrezione di bile da parte del fegato e il suo trasferimento nell’intestino (in termini tecnici si definisce quindi “colagogo” e “coleretico”). Il Cardo mariano, quindi, può essere utilizzato per i disturbi digestivi.
La presenza di silimarina (un composto costituito da tre molecole differenti) ha moltissimi vantaggi: protegge il fegato, in quanto stabilizza le membrane cellulari delle cellule epatiche e ha un’azione antiossidante e antinfiammatoria. Ecco perchè è consigliato nei problemi epatici causati da composti tossici, alcol o farmaci, nelle epatiti croniche, nelle fibrosi e nelle cirrosi epatiche. Il Cardo mariano, poi, grazie a queste proprietà, è utile anche nell’intossicazione legata all’assunzione di un fungo velenoso: l’Amanita phalloides.
La silimarina, inoltre, ha dimostrato una certa efficacia nel trattamento della psoriasi. Sembra, infatti, che questa sostanza abbia un’azione antinfiammatoria sulla pelle.
Alcuni composti presenti nel Cardo, poi, sembrano avere un’azione antiallergica.
Come abbiamo detto più volte, se si pensa di poter trattare le patologie curandosi da soli in maniera casuale, sicuramente si sbaglia. L’utilizzo dei fitoterapici, come quello dei farmaci, deve essere sempre consigliato da un esperto.
Come si può consumare il Cardo mariano?
Le foglie giovani si possono mangiare crude in insalata, mentre le radici e i capolini possono essere cotti e mangiati con altri ortaggi. I semi, invece, devono essere utilizzati con molta attenzione e solo dietro prescrizione di un esperto.
Ci sono controindicazioni?
Può provocare problemi nei soggetti allergici alle piante della famiglia delle Asteraceae.
Da evitare in gravidanza e allattamento e nei bambini.
Può avere effetti collaterali?
Un consumo elevato può causare un lieve effetto lassativo.
Se usati in eccesso, i semi possono causare aumento della pressione sanguigna e altri problemi cardiovascolari.
Fonti: Firenzuoli, Fitoterapia, guida all’uso delle piante medicinali, Edra Masson, 2016
Presicce, Piante medicinali spontanee del Salento, Lupo editore, 2013
OMS, Monografie di piante medicinali, volume 2, 2004