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Dalla magia al cuore e alla mente: tutti i benefici del Biancospino

Oggi ti voglio raccontare qualcosa su una pianta dal nome molto particolare: il biancospino.
Il suo nome mi ha sempre riportata alle favole, a qualcosa di magico, legato sicuramente a qualche ricordo indefinito (mi chiedo se esista una principessa o una fata Biancospina di cui aleggia qualcosa nella mia memoria…).

E il biancospino qualcosa di “magico” ce l’ha davvero…o quasi.

Nell’ambito di fitoterapia parlare di magia è sacrilegio, ma questo è quanto corrisponde all’antichità se si parla di poteri di piante. E in passato pare che il biancospino avesse un potere magico contro le negatività e gli spiriti maligni delle case.

Tornando alla realtà, come sempre quando si parla di fitoterapia, dobbiamo ricordare che esistono diverse specie di biancospino (Crataegus) ; tra queste troviamo la oxycantha, la monogyna e la levigata.

In epoca preistorica i frutti di questa pianta erano utilizzati come cibo, mentre nel medioevo il biancospino era usato come diuretico e astringente.

Facilmente riconoscibile per la presenza di spine da cui deriva il nome, il biancospino è un arbusto dalle foglie verde chiaro e i fiori bianchi, ciascuno con 5 petali. L’odore è debole e caratteristico, il sapore astringente e lievemente dolce-amaro.

Quale parte della pianta si usa in fitoterapia?

Si utilizzano le sommità fiorite e le foglie del biancospino (in fitoterapia si parla di Folium cum Flore Crataegi)

Quali sono i principi attivi in esso contenuti?

Il biancospino è ricco di flavonoidi, procianidine, epicatechina, terpeni, tannini e vitamina C.

Ma quali sono i suoi benefici?

Di recente è stato scoperto che il biancospino ha un’importante azione sul cuore: favorisce la contrattilità del muscolo cardiaco, regolando il battito; per questo motivo risulta utile in casi di aritmia e tachicardia. Questa preziosa pianta ha anche attività anti-ipertensiva, abbassa quindi la pressione sanguigna. Il biancospino, poi, ha proprietà diuretiche, astringenti, e, per l’enorme quantità di flavonoli, attività antiossidante. Gli estratti idroalcolici, inoltre, mostrano sperimentalmente attività antinfiammatoria. Alcuni studi su animali hanno suggerito, infine, un importante potere sedativo del biancospino, che poi è forse il più noto.

Come sempre in fitoterapia, l’automedicazione è sconsigliata; questo è ancora più vero per il biancospino. Questa pianta, infatti, deve essere utilizzata solo in presenza di attestata diagnosi di scompenso cardiaco allo stadio II, strettamente sotto controllo medico. Rivolgiti sempre a specialisti del settore per un adeguato consiglio sull’utilizzo di questa preziosa pianta.

Assolutamente da evitare in allattamento e nei bambini.

Come preparare una tisana sedativa?

Come già detto non va mai fatto in autonomia. In ogni caso generalmente bisogna seguire precise istruzioni fornite dal medico, che di solito prevedono l’utilizzo di 2 cucchaini di fiori e foglie essiccate in una tazza di acqua bollente. Si lascia in infusione per 10 minuti, si filtra e si beve secondo le indicazioni del terapeuta.

 

Fonte: Presicce, Piante medicinali spontanee del Salento, Lupo Editore, 2013

OMS, monografie di piante medicinali, volume 2, SIFIT 2004

Mariangela Stasi

Sono una Biologa Nutrizionista, ma non solo. Sono laureata in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e per diversi anni ho lavorato nella ricerca scientifica, conducendo esperimenti, approfondendo lo studio delle malattie oncologiche e neurodegenerative, contribuendo alla stesura di alcune pubblicazioni scientifiche. Prima di dedicarmi alla professione di nutrizionista, ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze Morfologiche Molecolari con uno studio su una malattia neurodegenerativa rara. Un valore aggiunto alla professione di nutrizionista l'ho ottenuto con il Master in Fitoterapia Applicata, che mi consente di associare alla dieta utili consigli. Del mondo della ricerca mi sono rimasti la curiosità e l’approccio “scientifico” al lavoro, la continua ricerca della verità. Non mi piace dire, scrivere o parlare di qualcosa se prima non ho ne verificato la veridicità scientifica. Amo il mio lavoro, amo l’arte, la scienza e tutto quello che ha a che fare con la biologia. Proprio per questo motivo mi piace sempre studiare per conoscere e per aggiornarmi, per essere sempre al passo con le novità che la scienza ci regala.

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